domenica, settembre 03, 2006

IL SENTIERO DEL BUDDHISMO DEL LOTO


...Già, perchè cominciare propio con la religione? o meglio (come preferisco io) con la "spiritualità"? chissà, forse perchè in realtà, dentro certe filosofie o Vie mistiche, è già contenuto tutto delle nostre vite. Anche quelle parti che riteniamo separate, impure o troppo distanti, differenti, incompatibili. Io sono sempre stato, più o meno, uno che "cerca". Non ho certezze di divinità, dèi, vita-dopo-la-morte o altre dimensioni. So soltanto che quasi quindici anni fà ebbi un' esperienza che cambiò per sempre il mio percorso e il mio modo di guardare alla "realtà" (no: non stò parlando di esperienze di "quasi morte" o luce in fondo al tunnel, ecc ecc...). Ne parlerò meglio più avanti in questo blog di questa esperienza, per adesso mi limiterò a dire che si trattò di ....uno stato di coscienza alterata? Sì, può rendere. Accadde in seguito a un evento molto traumatico e negativo. A un certo punto mi sentii a un bivio: era troppo il dolore e lo stress da reggere. Mi dicevo, sentivo, che doveva "succedere" qualcosa. Poi un giorno sentii un "click". Ecco, pensai, sono saltato....Fuso, impazzito del tutto. Invece il mio cervello iniziò a funzionare in un' altro modo. Provai paura.
Possiamo pensare che effettivamente nei nostri cervelli si
muovano complessi meccanismi biochimici e quant' altro.... forse per tutto esiste una variazione del genere nel cervello (dall' amore alla depressione), però allora mi accorsi che quanto percepivo (telepatia, precognizioni, percezioni di vario tipo) avevano un riscontro nella realtà. Era come vivere su due livelli: vedere, sentire cose che di solito non vediamo nè sentiamo e vederne il corrispettivo sul piano del "reale"... Ma quale è il più reale dei due? O lo sono entrambi? Vedere una persona per la strada e solo guradandola sapere che di lì a 4 o 5 giorni si ammalerà e poi sapere che è accaduto (per fortuna nulla di grave). Sentire i pensieri di tutti quelli che ti stanno attorno, come onde radio. Sapere chi stai per incrociare e chi ti stà per telefonare. Concentrarsi un po' e "giocare" facendo parlare le persone degli argomenti che vuoi tu, inducendoglieli come per via radio nella testa. Fare diversi sogni verso il risveglio, al mattino, come che ricevi la telefonata di tuo padre perchè è in panne con l' auto per la batteria scarica....ed essere svegliato dal suono del telefono: è tuo padre che ti dice quello che hai appena saputo in sogno...e via dicendo.
...Ma cosa c' entrano i Buddha nel deserto qui sopra, all' inzio del post? Dopo quell' esperienza inziai appunto una ricerca, un viaggio attraverso vari tipi di conosc
enza e strade mistico/spirituali, per lo più di matrice orientale. Ho speriamentato diverse cose. Cercavo degli strumenti che mi aiutassero a capire e approfondire quello che avevo "toccato". Quello che sapevo che c ' era e che gli uomini chiamano in molti modi. Non mi interessava il restare sbalordito continuando a pensare alla telepatia o al sogno precognitivo, mi interessava sapere e capire che esiste "di più" di quello che pensiamo e riusciamo a percepire.... Quel viaggio di ricerca è durato quasi 10 anni e più. Sono passato attraverso l' esperienza dell' esoterismo egiziano-sincretico e new age di Damanuhr (la comunità che si trova in Piemonte, in Val Chiusella, quella del Tempio sotterraneo). Poi la conoscenza gnostica cristiana. Quindi gli ambiti di Osho e il buddhismo zen e quello tibetano...Finchè, un giorno, incrociai il buddhismo nato dal Sutra del Loto. Quello che, come unica pratica per attivare la buddhità in tutti gli esseri umani (nessuno escluso), "prescrive" la recitazione di una piccola frase/preghiera:

Nam myoho renge kyo


difficile da capire e da credere, ma semplice da fare e da provare.... Ero perplesso perchè, nei fatti, si trattava di una pratica religiosa e spirituale simile, nell' aspetto, a tante altre. Ma decisi di provarla e di approfondire la storia di questa scuola buddhista giapponese.
Il Buddha Shakyamuni visse circa 2500 anni fà, in un piccolo regno dell' antica India. Era ricco e privilegiato, un principe che poteva avere tutto quello che voleva. E il re, suo padre, lo tenne il più possibile lontanto dalla miseria del mondo e dalla dura realtà esterna al palazzo reale. Ma dentro il principe Shakyamuni si agitava un animo irrequieto e sensibile, che un giorno lo portò a eludere la sorveglianza del palazzo e a uscirne. Fu allora che fece i famosi "incontri" (vide un cadavere, un vecchio, un malato e un monaco) e "sbattè il naso" su quello che già sospettava: la vita è sofferenza, in sostanza. Si nasce, si cresce, ci si ammala, si invecchia e si muore. Il tutto può essere intercalato, se si era fortunati come lui, da molti momenti di benessere e felicità, ma l' incontro con la sofferenza era inevitabile, prima o poi. L' appuntamento con la morte, poi, l' unica certezza. Così decise di abbandonare tutto quello che aveva per dedicarsi alla ricerca del "perchè" sulla sofferenza e - soprattutto - al trovarvi una soluzione, se esisteva. Abbandonato il palazzo e la giovane moglie, dalla quale aveva appena avuto un figlio, inziò un periodo di vari anni di esperienze in pratiche meditative e ascetiche anche estreme. In parte fù discepolo di vari "maestri" e guru dell' epoca, in parte stette con altri asceti autonomi solitari che vivevano nelle foreste. Ci rimise quasi le penne per la durezza delle privazioni a cui sottopose il suo corpo ma....si rese conto che (oltre che essere poco saggio rischiare la vita) non aveva trovato le risposte che cercava e non aveva affatto raggiunto l' Illuminazione.
Così, abbandonati i suoi compagni asceti, si ritirò in profonda meditazione sotto un albero per tutta una notte... La storia narra che verso il mattino, dopo avere raggiunto varie fasi meditative sempre più profonde, durante le quali si ricordò le innumerevoli vite precedenti, finalmente si illuminò e divenne il Buddha. Si dice che visse un' esperienza straordinaria, perchè si "fuse da vivo" con la grande Legge primeva che permea l' universo; la vibrazione, l 'energia di fondo che stà alla base di tutto (la materia e il tempo) e tutto muove, dal filo d' erba alle galassie. Shakyamuni restò "flesshato" diverso tempo dopo perchè non solo ebbe la risposta che cercava (e quindi eliminò, non la vecchiaia, la malattia e la morte, bensì: la paura, la sofferenza che ne derivano) ma divenne appunto una sola cosa con la verità. E capì cosa per gli uomini era possibile fare per spezzare il giogo.
Dopo diverso tempo in riflessione (durante il quale un demone lo tentò a fregarsene del resto dell' umanità, godendosi da solo quello che aveva raggiunto) decise di inziare a rivelare il Dharma (il vangelo buddhista) a quanti più uomini possibile. Dal momento dell' Illuminazione si dice sia vissuto più di 40 anni, durante i quali girò tantissimo, predicando a moltissime persone. Dovette esgogitare diversi tipi di insegnamento per i vari tipi di uomini che incontrò, procedendo gradualmente, nel rivelare un qualcosa difficilissimo da esprimere a parole. Fu così che nell' arco di tanti anni si ebbero "filoni" ben distinti di insegnamento. Successivamente alla sua morte, i discepoli misero per iscritto queste dottrine, perchè in vita il Buddha non scrisse mai nulla. Questo scritti divennero i vari Sutra buddhisti e su di essi nacquero molte delle diverse scuole e tipi di buddhismo. Il Sutra del Loto si dice derivi da un ultimo insegnamento che il Buddha predicò verso la fine della sua vita. Secondo molti maestri buddhisti, tra i quali Nichiren Daishonin, esso conterrebbe la rivelazione completa e ultima di Shakyamuni. Rispetto tale dottrina, tutti i Sutra precedenti sarebbero stati provvisori e introduttivi.

Nel Giappone del XIII secolo Nichiren Daishonin, questo monaco buddhista, in un contesto storico, politico e religioso gravato di molti problemi, inzia a ricercare l' insegnamento più "puro" e, soprattutto, più adatto a tutte le persone, non solo ai monaci e al clero delle varie sette. A quell' epoca infatti in Giappone ve ne erano molte e tutte si attribuivano l' insegnamento più fedele alla volontà del Buddha, ma in realtà vi era una gran collusione con poteri e interessi di tipo politico/economico. Dopo anni di studi e meditazioni, Nichiren, anche prendendo le mosse dalle intuizioni di precedenti filosofi e maestri del buddhismo, arrivò a stabilire che il Sutra del Loto conteneva la dottrina suprema. L' insegnamento del Buddha più elevato si trovava lì, nelle profondità di quello scritto sacro, molto conosciuto e diffuso in Oriente, anche per la sua bellezza poetica e stilistica. Per Nichiren Daishonin il titolo stesso del Sutra del Loto ("Nam myoho renge kyo" come risulta dalla sua versione in cinese del 406 d. C.) è un mantra che racchiude in sè tutta l' essenza del Sutra stesso e delle dottrine precedenti, nonchè tutto il potenziale delle varie pratiche buddhiste.
Nichiren insegnò che la recitazione di
Nam myoho renge kyo

produce il graduale risveglio della natura di Buddha presente in ogni essere umano. Si trattava di una apparentemente "semplice" pratica, che tuttavia poteva portare direttamente all' Illuminazione e alla felicità chiunque la usasse. Oltre che a fondare una ben precisa scuola, Nichiren Daishonin, prima di morire iscrisse il Gohonzon. Il Gohonzon è un "mandala", un oggetto simbolico e sacro nel quale egli materializzò la sua condizione vitale illuminata. Una immagine ad ideogrammi cinesi e caratteri sanscriti, dotata del potere di evocare non qualcosa di esterno o soprannaturale, bensì qualcosa esistente in ognuno di noi, profondamente: la Buddhità. In altre parole, il nostro frammento di divino. Siamo tutti dei Buddha, nessuno escluso. Come insegna il Sutra del Loto, per arrivare all' illuminazione e assaporare la felicità assoluta (e non relativa) possiamo usare i nostri desideri terreni, la nostra natura umana, compresa di tutti i suoi limiti, anche i più oscuri e negativi....che non sono più degli ostacoli, bensì diventano delle "porte". Così come il fiore di Loto, che nella sua bellezza cresce e trae nutrimento dalle paludi e dal fango.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Difatti era proprio un complimento.

A me personalmente però il buddismo che propone la Soka sta cominciando un tantino a deludere. Non ho dubbi che la tecnica funzioni...però, beh, alcuni aspetti dottrinali che ti propongono sono quelli di una religione, non di una filosofia. E non penso che il Buddha intendesse fondare una religione. O sbaglio?
Diciamo che seguo la Soka pur restando un pò scettico su alcune cose, ed interessandomi anche a tutti gli altri tipi di buddhismo perchè tra quello di Nichiren e gli altri non vedo punti di rottura fatali.